Shan Yu (dal film “Mulan” del 1998) probabilmente non è il villains Disney più emblematico e apprezzato. Sicuramente non possiede tratti quali il doppiogioco, il tradimento, la falsità, l’inganno che caratterizzano alcuni dei grandi cattivi Disney, come Scar, Jafar o Ursula. Non ha una canzone propria, il che può contribuire a renderlo meno memorabile, né è un cattivo divertente che si possa imprimere nella memoria per le sue battute e le sue gang, come Ade o Yzma. Tuttavia, è in realtà un personaggio molto affascinante e ben costruito.

Shan Yu
Innanzitutto, è forse improprio classificarlo come un villains, sebbene nella struttura narrativa della storia ricopra il ruolo di antagonista. Muove guerra alla Cina, per affermare la propria forza su quella dell’imperatore; si dimostra spietato e crudele nel suo modo di condurre la guerra, oltre che molto sicuro di sé (ad esempio, lascia che le sentinelle della Grande Muraglia diano l’allarme e non esita ad attaccare la Città Proibita con un pugno di uomini). Ma non è nulla di nuovo nel panorama delle guerre storicamente avvenute. Nei fatti, si comporta come si comportavano solitamente i comandanti dell’epoca, da ambedue le parti (e gli Unni tradizionalmente sono immaginati come un popolo violento e devastatore).
La sicurezza di sé che Shan Yu dimostra si rispecchia, curiosamente, nel Generale imperiale (il padre di Li Shang), il quale da subito si mostra convinto di poter sconfiggere gli Unni con le sue sole truppe e, quando saluta il figlio, si afferma sicuro che si ritroveranno a brindare nella città imperiale. Sottovaluta il nemico e viene distrutto. Shan Yu, invece, non sembra sottovalutare l’avversario, sebbene voglia dimostrare sul campo di battaglia di essere il più forte. Non si sa come si svolga la battaglia contro le truppe imperiali, ma quando attacca i soldati al comando di Li Shang dimostra molta astuzia e prudenza. Gli arcieri cercano di far esplodere l’artiglieria nemica (il vero pericolo per gli Unni) con le frecce infuocate; se ciò non fosse riuscito, c’era subito il piano di riserva, ovvero far sprecare le artiglierie contro gli arcieri sulla montagna, null’altro che un’avanguardia poco numerosa, in modo che il grosso dell’armata non avrebbe incontrato difficoltà ad attaccare i cinesi. Ciò lascia supporre che Shan Yu, pur sicuro di sé, non voglia correre rischi inutili. Ovvero sia un buon comandante. Ciò è dimostrato anche dal fatto che non si basa solo sulla forza bruta, ma anche sull’astuzia e la strategia per vincere.

Imperatore della Cina
Viene facile pensare che l’opposto di Shan Yu sia Mulan. In realtà, i due personaggi, per quanto diversi, non sono in contrapposizione. L’imperatore della Cina sembra molto di più l’opposto di Shan Yu e, sicuramente, si può vedere come l’imperatore sia un uomo calmo, saggio e giusto, contrario alla violenza se può farne a meno e coraggioso. Shan Yu gli si oppone nel senso che, invece, è violento e più iracondo e che vuole dimostrare la propria potenza con la forza (al che l’imperatore gli risponderà: “per quanto il vento ululi forte, una montagna non può piegarsi ad esso”). Tuttavia, ambedue sono coraggiosi, leader capaci e nessuno dei due ha pregiudizi riguardo le donne.
Il personaggio che è esattamente l’opposto di Shan Yu, secondo chi scrive, è Chi Fu, il consigliere dell’imperatore. Arrogante, pieno di pregiudizi, vigliacco e leccapiedi, Chi Fu è, per quanto comico, un personaggio del tutto negativo e che incarna molto più di Shan Yu tutto ciò che Mulan deve combattere nel corso della storia: i pregiudizi per il fatto di essere una donna, l’essere sminuita, il dover tacere di fronte agli uomini, il dover accettare il posto che la società le impone.

Shan Yu e i guerrieri unni sopravvissuti alla valanga.
Anzi, uno dei pochi personaggi a non avere pregiudizi verso Mulan e a non inquadrarla in un ruolo preciso in quanto donna è proprio Shan Yu. All’inizio, crede che sia stato Shang a sconfiggere la sua armata con la valanga (cosa comprensibile, credere che fosse stato il comandante nemico), ma quando Mulan si svela, la riconosce subito e non fa alcun accenno al fatto che sia una donna. E’ del tutto ininfluente, come dettaglio, dal suo punto di vista. Combatte con lei esattamente come avrebbe combattuto con un uomo, anzi ritenendola un avversario più pericoloso rispetto a Shang stesso (che l’unno abbandona senza nemmeno finirlo, per dedicarsi completamente a Mulan). Sono i connazionali di Mulan coloro che le si dimostrano più volte nemici, imponendole un ruolo e un comportamento (essere una buona moglie per portare onore alla famiglia) e Mulan dovrà lottare molto per far cambiare loro idea. Shan Yu non si pone una simile questione, non gli importa che sia uomo o donna, ma guarda direttamente alla pericolosità dell’avversario; potremmo dire, alle sue capacità. Sarà la stessa cosa che l’imperatore farà al termine del film, inchinandosi (e con lui tutta la Cina) innanzi a Mulan, in una scena di grande effetto.
Il vero avversario di Mulan non è il comandante unno, ma la società in cui vive, nella quale alla fine troverà un posto non negando se stessa, ma tornando a essere una donna che ha portato molto onore alla famiglia non compiendo ciò che ci si aspettava da lei, ma in altro modo.
Lo Shan Yu del film del 2020 è, invece, molto diverso e perde praticamente ogni caratteristica che lo rendeva, invece, affascinante nel film del 1998: maschilista, violento, arrogante, antipatico, è un cattivo stereotipato e privo di ogni interesse.