Ho visto da poco il recente Encanto, il 60° Classico Disney, e vi ho ritrovato una tendenza degli ultimi anni di casa Disney . Premetto che “Encanto” lo ho apprezzato come film, molto più dei classici immediatamente precedenti.

La tendenza di cui sopra è l’assenza di un vero Villain. Per trovare un grande Villain come quelli del Rinascimento Disney dobbiamo risalire all’indietro fino a Rapunzel (2010) o, al massimo, a Ralph Spaccatutto (2012). C’è la breve e pregevole parentesi di Zootropolis nel 2016, ma per il resto ci sono antagonisti secondari e dimenticabili o antagonisti che non sono veri e propri villains. Facciamo una breve disanima dei film degli ultimi anni, considerando esclusivamente i Classici Disney.

In Frozen (2013) il cattivo è Hans (ma qualcuno se ne ricorda il nome?), ma è del tutto secondario e poco rilevante. La trama del film avrebbe potuto funzionare perfettamente anche senza di lui, che si limita ad aggiungere qualche difficoltà e a ricordarci di non fidarci delle apparenze. Il vero scontro si consuma fra Anna e Elsa e fra Elsa e se stessa e si risolve quando loro si riconciliano e quando Elsa accetta se stessa. Nel sequel, Frozen II, è ancora più lampante che lo scontro sia tutto interno, mancando del tutto un villain.

Hans

Il principe Hans, antagonista presente nel film Frozen.

In Big Hero 6 (2014) l’antagonista è il professor Robert Callaghan, il quale, però, nel suo agire non è spinto da smania di potere, ricchezza o altro, bensì dalla disperazione e dalla ricerca di vendetta per la perdita della figlia, risultando in ciò umano e non un vero e proprio villain. Rimane, comunque, fra gli antagonisti più significativi, per quanto, a mio parere, non possieda l’epicità di personaggi come Scar, Ursula o anche Madre Gothel.

Robert Callaghan

Robert Callaghan, ovvero Yokai

Procedendo in ordine, troviamo Zootropolis (2016) dove c’è un vero e proprio villain, subdolo, crudele e machiavellico, per quanto insospettabile: Dawn Bellwether. Come detto, questo film costituisce un’eccezione, in quanto Bellwether rispecchia tutti i canoni dell’antagonista, salvo che nell’aspetto. Per altro, Zootropolis (come il film precedente dell’elenco) è anche uno dei pochi film che offra un protagonista maschile forte, rilevante e in cui ci si possa identificare, dando un modello anche ai bambini.

Bellwether

Bellwether, antagonista in Zootropolis.

In Oceania (2016) ci sono due antagonisti: Tamatoa e Te Kā (più i poco rilevanti pirati kakamora). Te Kā, in realtà, non è un villain, bensì l’aspetto distruttivo della divinità Te Fiti, elemento frequente nelle religioni politeiste (per altro, Te Fiti e Te Kā rappresentano due momenti comuni nella “creazione” delle isole, ovvero l’eruzione vulcanica e la ricrescita sul fertile suolo lasciato). Concretamente, nel film Te Kā torna se stessa una volta che la protagonista Vaiana riesce a comunicare con lei e le restituisce il Cuore. Quanto a Tamatoa, è un antagonista secondario, non costituendo certo l’arcinemico contro cui i protagonisti devono scontrarsi, ma solo un guardiano del tesoro (l’amo di Maui) da recuperare per continuare la missione. Manca, quindi, un villain nella storia, concentrata molto di più sulla crescita tanto di Vaiana quanto di Maui e sul loro rapporto.

Te Ka

Te Kā, versione distruttiva di Te Fiti.

In Ralph Spacca Internet (2018) siamo di nuovo davanti a uno scontro con se stessi più che con un villain esterno. Certo, c’è il virus Arthur che crea un esercito di Ralph, ma proprio per questo lo scontro è fra Ralph e se stesso e, una volta risolto, il nemico scompare. Manca il villain, poiché la questione è di superare le proprie paure e i propri difetti, imparare a crescere e migliorare.

Ralph Spaccatutto

I protagonisti di Ralph Spacca Internet

In Raya e l’ultimo drago (2021) ci troviamo di fronte a un male impersonale, non conoscibile e privo di personalità, carattere, identità. Di fatto, è come se i protagonisti stessero affrontando una calamità naturale, qualcosa di neutrale e, per definizione, né buono né malvagio. Namaari funge da antagonista per buona parte del film, ma basta poco per rendersi conto che non sia una villain, bensì più semplicemente una principessa che cerca di fare quello che pensa sia il meglio per la propria gente, al pari della madre Virana, in tal senso più negativa della figlia. Non c’è, quindi, un vero villain.

Raya e Namaari

Raya e Namaari, protagonista-antagoniste del film.

E giungiamo ora a Encanto (2021), dove non c’è alcuna traccia di villains (non si possono considerare tali gli uomini che uccidono il marito di abuela, dato che non compaiono mai nella trama principale, non si vedono nemmeno mai chiaramente). Beninteso, Encanto è l’unico, a mio parere, a funzionare davvero bene senza un villain, perché è l’unico film pensato dall’inizio alla fine senza la necessità di un villain e di un antagonista. Tutto si concentra sui rapporti familiari, sull’accettazione di se stessi (da parte di Mirabel) e sul rendersi conto di essere stata egoista (da parte di abuela Alma), nonché sul fatto di rendersi conto che tutti hanno un talento, anche se magari non è quello che ci si aspetta (Mirabel, difatti, ha il “dono” di saper unire la famiglia, risultando la custode della casa e della magia della candela e, quindi, l’erede di abuela). Per la storia che racconta e gli obbiettivi che si pone tale storia, il villain non è necessario e, anzi, sarebbe stato un di più che avrebbe rovinato il tutto.

Encanto

La famiglia Madrigal (salvo lo zio Bruno).

Salvo alcune eccezioni, quindi, mancano negli ultimi anni figure di villain forti e ben costruite, memorabili. Se da un lato è pregevole mostrare che spesso il peggior nemico risiede dentro di noi (ma, in fondo, già film come Aladdin, la Sirenetta, La Bella e la Bestia, mostravano che era fondamentale la crescita personale), dall’altra  sembra che si voglia quasi cancellare il fatto che esistono anche cattivi esterni. Si rischia di dimenticare che i mostri esistono e che non sono solo quelli interiori, ma esistono anche mostri esterni contro cui bisogna combattere.

Per altro, alcuni di questi film (i due Frozen e Raya e l’ultimo drago soprattutto) sono, secondo il mio parere personale, alquanto scialbi, soprattutto considerando le potenzialità che avevano e le tecniche eccelse utilizzate. Ma forse è solo che hanno deluso le mie aspettative.