Bisogna educare alla paura fin da bambini. Fingere che non esistano cose spaventose, fingere che non si dovrà affrontarla, la paura, ritardando il più possibile l’incontro dei bambini e dei ragazzi con il sentimento della paura, è ipocrita e dannoso. Citando Kelso di Scrubs, “la vita fa paura”. Imparare ad affrontare e gestire la paura, pertanto, è fondamentale. Ed è necessario iniziare ad apprenderlo fin da piccoli. Quindi, racconti, film e serie paurose devono essere letti e visti anche dai bambini e dai ragazzi, adattati alla loro età.
Creeped Out – Racconti di Paura fa esattamente questo: introduce i ragazzi al mondo dell’horror, ovvero fa affrontare la paura. Si tratta di una serie antologica divisa in due stagioni, disponibile su Netflix. Si ispira ad altre serie simili e ai romanzi Piccoli Brividi. Difatti, spesso, dopo che apparentemente si era risolta la situazione di pericolo, c’è un colpo di scena finale che ribalta il tutto o che lascia un alone di inquietudine.
Ogni episodio racconta una storia indipendente, collegate unicamente dalla presenza del Curioso, misteriosa creatura dalle fattezze di un bambino con il volto coperto da una maschera. Tale creatura viene attratta dalle storie inquietanti che stanno per accadere e ne è silenzioso spettatore. Pertanto, lo spettatore vede le varie vicende a cui il Curioso assiste nel corso del tempo. Vicende, tutte, legate al mondo soprannaturale o fantascientifico e accomunate dall’elemento inquietante.
Le due stagioni presentano sia alcuni temi classici (come la marionetta vivente con annessa maledizione, un boogeyman, un vicino misterioso) sia temi legati alla modernità, come un cellulare che stalkera la sua proprietaria o una app in grado di rubare il volto per conto di una oscura entità. In quasi tutti i casi, c’è una morale finale (leggere bene le clausole quando si scarica una app, stare attenti a quello che si desidera, non rubare, ecc…).
Anche quando vengono toccati i temi classici del genere, le storie sono interessanti e con alcuni colpi di scena ben costruiti ed efficaci. Ad esempio, l’episodio 3×1 “La babysitter” si conclude in un modo che ho molto gradito e decisamente più inquietante rispetto a tutto quanto avvenuto precedentemente. Anche il 5×1 e il 10×1 hanno finali ad effetto a mio parere efficaci, con l’ultimo in cui viene capovolta la vecchia e amata storia di E.T. Molto efficace anche il 2×4, mentre l’episodio più sinistro e dal finale maggiormente inquietante è, secondo me, il 2×7 (“Babbo Artiglio”).
In conclusione, consiglio la serie tv, a grandi e meno grandi: è bella, efficace e adatta a un pubblico giovane. Si deve apprendere ad affrontare la paura da piccoli: poiché i draghi, gli orchi e i mostri sotto al letto sono più reali di quanto si creda.