Uno dei più spaventosi antagonisti dell’universo ideato da Tolkien è probabilmente Ungoliant. Mentre villains come Melkor o Sauron seguono logiche che, per quanto malvagie, sono comprensibili (di corruzione il primo, di dominio il secondo), ciò che muove Ungoliant è qualcosa di più osceno ed oscuro. E’ la Fame, la volontà di riempire il proprio vuoto. Una fame, quindi, impossibile da saziare e placare, vorace e distruttiva.

Ma chi è Ungoliant?

Compare ne “Il Silmarillion” ed era probabilmente una Maia (come Sauron, Gandalf e Saruman) corrotta e sedotta anticamente da Melkor. Tuttavia, abbandonò il proprio padrone poiché voleva servire solo se stessa e la propria fame.

Quando Melkor andò a cercare Ungoliant nella cupa regione di Avathar, di lei viene detto:

Lì, sotto le nude pareti dei monti, accanto al freddo mare scuro, le ombre erano le più profonde e fitte che vi fossero al mondo; e in Avathar, in segreto e all’insaputa di tutti, Ungoliant aveva posto la propria dimora… Da lì era strisciata verso la luce del Reame Beato, poiché di luce aveva sete e insieme la odiava.

In un burrone viveva, e assumeva forma di ragno dall’aspetto mostruoso, tessendo le sue negre tele in un crepaccio tra i monti. Quivi succhiava tutta la luce che riusciva a trovare, e poi la filava in scure reti di soffocante tetraggine, finché nessun’altra luce poteva penetrare nella sua dimora; e allora era colta da fame.

Melkor riuscì a convincerla ad aiutarlo nel proprio intento promettendo di darle “a piene mani” tutto quello che avrebbe voluto se avesse avuto ancora fame dopo aver prosciugato i due Alberi dei Valar. Scopo di Melkor, infatti, era far morire Telperion e Laurelin, i due alberi che diffondevano la loro luce benedetta su tutto Aman (un continente ad ovest della Terra di Mezzo). Fëanor intrappolò tale luce nei propri Silmaril, le gemme preziose da cui deriva il titolo del libro (Silmarillion è il singolare di Silmaril).

Ungoliant e Melkor

Ungoliant si nutre degli Alberi di Valinor dopo che Melkor li ha feriti con la propria spada.

Ungoliant, invero, prosciugò i due Alberi e li contaminò con il proprio veleno, in tal modo uccidendoli. Eppure ella non era ancora sazia ed allora prosciugò i Pozzi di Varda e così crebbe tanto e divenne talmente spaventosa che perfino Melkor, il Signore Oscuro padrone di Sauron, ne ebbe timore.

Ungoliant e Melkor fuggirono verso nord, protetti dall’oscurità del Ragno, che nemmeno gli acuti occhi di Manwë (il capo dei Valar) potevano penetrare. Ed in quell’oscurità, i cavalieri di Oromë inviati ad inseguire i due fuggiaschi, si persero e restarono imprigionati nelle ragnatele della mostruosa Ungoliant.

Quando furono lontani nel nord, Ungoliant pretese che Melkor mantenesse la propria promessa, poiché ella aveva ancora fame. E Melkor fu costretto a consegnarle tutto il tesoro che aveva sottratto a Formenos (la città dei Noldor), poiché Ungoliant si era fatta grande e potente e lui non poteva più contrastarla. Ma tenne nascosti i Silmaril, le gemme che bramava ed in cui sopravviveva la luce degli Alberi di Valinor. Ungoliant,  però, lo sapeva bene e li pretese per sé: poiché aveva ancora fame. Melkor rifiutò.

Ma Ungoliant era divenuta grande, ed egli s’era rimpicciolito per via del potere che aveva ceduto; ed essa gli si levò contro, e la sua nube gli si serrò attorno, e Ungoliant lo avvolse in una rete di corregge avvinghianti con l’intento di strangolarlo. Allora Morgoth diede in un terribile urlo e ne riecheggiarono i monti. Ragion per cui la regione fu chiamata Lammoth, poiché gli echi della sua voce vi dimorarono per sempre, sì che chiunque gridasse alto in quella terra li risvegliava, e l’intero deserto tra le alture e il mare si riempiva di un clangore come di voci angosciate.

Ungoliant imprigiona Melkor

Ungoliant imprigiona Melkor che si è rifiutato di consegnarle i Silmaril.

L’urlo di Melkor fu udito dai Balrog rintanati nelle profondità di Angband ed essi accorsero in aiuto del loro padrone e riuscirono a liberarlo ed a volgere in fuga Ungoliant.

Ella fuggì nella regione del Beleriand, nella valle Nan Dungortheb, dove dimoravano altri esseri a forma di ragno. Ungoliant si accoppiò con essi e li divorò. In quel luogo sempre vissero i discendenti di Ungoliant, anche quando lei se ne andò. Ne “Il Signore degli Anelli” compare una di tali discendenti, fuggita nella Terra di Mezzo: Shelob, l’ultima figlia di Ungoliant.

Riguardo quel che accadde in seguito ad Ungoliant, viene detto:

Della sorte di Ungoliant, nessun racconto dà notizia. Pure, v’è chi ha detto che sia perita molto tempo fa, quando, nella sua insaziabile fame, finì per divorare se stessa.

Melkor, quindi, per poco non viene divorato da Ungoliant, entità che desta la paura e l’orrore dello stesso Melkor e che viene sempre descritta in modi più vicini al genere horror che non al fantasy. La caratteristica che maggiormente si nota è la sua ingordigia: non è mai sazia e vuole sempre di più, e più ottiene più diviene orribile e potente e più cresce la sua brama.

Ungoliant scacciata dai Balrog

Ungoliant viene scacciata dai Balrog

Cosa curiosa, essa desidera la luce, di cui si nutre, tramutandola in oscurità, eppure al contempo la odia: ciò può rappresentare bene la condizione del drogato, che odia e desidera la droga. Dubito, ad ogni modo, che Tolkien pensasse ai tossicodipendenti quando ha creato il personaggio di Ungoliant.

Sebbene compaia solo in due capitoli (“L’Ottenebramento di Valinor” e “La fuga dei Noldor”), a mio parere Ungoliant è l’antagonista più spaventoso ed orrorifico dell’universo di Tolkien, il vero orrore nascosto nel buio che si cura solo di se stesso, privo di ideali e scopi che non siano solo soddisfare i propri bisogni e crescere a dismisura, senza lealtà né onore. Ella è il desiderio sfrenato, senza limiti e condizioni, e finisce per distruggere se stessa pur di appagarlo.

Ungoliant è fra le ispirazioni della cupa divinità Ihagothbha dell’universo della mia serie di racconti “L’Ombra oltre le Stelle”.

 

Le citazioni sono tratte dalla traduzione de “Il Silmarillion” di Francesco Saba Sardi.