L’ultima volta ho preso in considerazione i personaggi di Gandalf e Silente, simili in quanto svolgono la funzione di mentori, ma molto diversi quanto al resto. Quest’oggi vorrei concentrarmi invece su due degli antagonisti letterari più noti della moderna letteratura, provenienti dalle medesime saghe delle figure di mentori di cui ho già parlato: Sauron e Voldemort.
Analogamente alle loro controparti, la prima differenza sostanziale è che la loro essenza è differente: Sauron è un Maia (entità angelica), Voldemort è un uomo. In tal senso, dunque, la ricerca dell’immortalità caratterizza per forza unicamente Voldemort, essendo Sauron immortale per natura. La brama di potere e di dominio è, invece, comune ai due personaggi, ma il modo in cui agiscono li rende profondamente diversi.
Fondamentalmente, il fulcro della questione è che Voldemort viene manipolato per tutto il tempo da Silente, mentre lo stesso non accade a Sauron, che solo in ultimo viene ingannato da Gandalf e Aragorn. Tuttavia, la natura dell’inganno è differente. Voldemort agisce e reagisce secondo quanto prestabilito da Silente, al pari di una marionetta; nel caso di Sauron, la questione è che egli non concepiva che qualcuno potesse voler distruggere il suo Anello (ovvero, rinunciare al potere) e pertanto ragionava nell’ottica di evitare che sorgesse un altro Signore dell’Anello a sfidarlo, non nell’ottica di evitare che l’Anello venisse distrutto.

Voldemort interpretato da Ralph Fiennes
Fin dal momento in cui Voldemort rinasce usando il sangue di Harry si è trovato in svantaggio e viene condotto da Silente, passo passo, alla propria distruzione. Nonostante le apparenze, Voldemort non è mai stato in vantaggio. Non era a conoscenza dei Doni della Morte, viene ingannato da Piton, è convinto di aver posto al sicuro gli Horcrux (di cui il Diadema in un luogo che era ovvio che fosse conosciuto da un gran numero di persone nonostante Voldemort credesse il contrario; molto più al sicuro sarebbe stato nella Camera dei Segreti, dato che per entrarvi era necessario parlare il Serpentese). Perfino quando Harry gli urla in faccia tutte le verità a lui sconosciute e quindi Voldemort sapeva che attaccare Harry con la Bacchetta di Sambuco sarebbe stato molto rischioso, non gli ha dato retta. Arrogante e stupido fino alla fine. Per altro, nella battaglia di Hogwarts, anche se Harry non fosse tornato in vita, Voldemort sarebbe stato sconfitto. Prima del duello finale, i Mangiamorte erano stati già decimati e battuti.
Per la prima metà de Il Signore degli Anelli Sauron, invece, è sempre in vantaggio. Apprende prima di tutti gli altri che l’Anello è ricomparso e dove si trova e difatti è solo con grande difficoltà che gli Hobbit riescono a sfuggire ai Nazgul ed è una fortuna che gli Spettri, nel lontano nord, fossero più deboli, poiché erano distanti da Sauron. Saruman tradisce, provocando il ritardo dell’arrivo di Gandalf e aprendo un altro fronte nella guerra che si approssimava. L’attraversata delle Montagne Nebbiose da parte della Compagnia è quanto mai travagliata, fra warg, tempeste di neve e quant’altro, e sarà possibile solo grazie al sacrificio di Gandalf. Anche in seguito, quando Saruman venne sconfitto e Frodo e Sam erano partiti da soli per Mordor e Aragorn si era fatto avanti, il vantaggio di Sauron rimane notevole. Come dice lo stesso Gandalf, non era una guerra che si potesse vincere con la forza delle armi. Nonostante la sconfitta nei Campi di Pelennor e la caduta del Re Stregone, la potenza di Sauron rimaneva troppo grande per poter essere vinta. Nell’istante in cui Sauron capisce l’errore di valutazione in cui era caduto, ovvero che si era concentrato su Gondor e Aragorn invece che sui propri confini (e quindi su Frodo), tutto il suo potere e la sua volontà si focalizzano unicamente sull’Anello, seppur ormai fosse troppo tardi (a causa unicamente di Gollum, tuttavia: senza Gollum, Sauron avrebbe recuperato il proprio gioiello, poiché infine Frodo aveva ceduto alla tentazione dell’Unico).
Insomma, ne Il Signore degli Anelli non c’è mai la triste sorpresa di scoprire che era tutto stato già preordinato da un personaggio e che l’antagonista principale è un semplice sciocco che si è fatto manipolare e che, pure messo innanzi all’evidenza, non capisce e si distrugge con le proprie mani.
Un ulteriore elemento rilevante che rende, a mio parere, il personaggio di Sauron costruito meglio di quello di Voldemort e molto più efficace è il fatto che di Sauron, nel libro, non sappiamo quasi niente, nonché il fatto che non compaia mai in maniera diretta. Di Voldemort, invece, conosciamo nascita e morte (letteralmente) e ci sono diverse scene (per lo più tramite le visioni di Harry) in cui la vicenda si svolge dal punto di vista di Voldemort. In un contesto in cui si è l’arcinemico della storia, ciò tende a far perdere mistero e fascino al personaggio. Anche riguardo le capacità, i due personaggi differiscono molto sulla base di come sono rappresentati: di Sauron si ignorano per lo più i poteri, agisce da lontano senza svelarsi mai particolarmente, il che contribuisce all’aura di mistero e inquietudine, poiché non conosciamo davvero il suo potenziale; perfino il suo aspetto è sconosciuto (l’Occhio infuocato senza palpebre e dalla pupilla verticale non è mai indicato come il suo aspetto, ma semmai come una sua forma spirituale: l’occhio di fuoco in cima alla torre è invenzione del cinema). Di Voldemort, ci viene detto che è il mago più potente di tutti i tempi, ma all’atto pratico compie ben poco di eccezionale.
Apro una parentesi per specificare che di Sauron conosciamo moltissimo, ma non da Il Signore degli Anelli, bensì da tutte le altre opere, ovvero non dal libro dove è l’antagonista principale.
Un’ultima questione riguarda la malvagità. Sappiamo, e viene detto in modo esplicito nel libro, che Sauron non era malvagio in origine, poiché nulla lo è. Sauron non è il Male, è solo qualcuno che ha scelto il male. Voldemort, invece, viene mostrato come malvagio fin dal principio, come se fosse nato cattivo. Viene assolutizzato: è lui il Male. Ciò contribuisce, nella mia opinione, a renderlo un antagonista poco plausibile e di scarso valore, in quanto (lo ricordiamo) Voldemort era un uomo.
In conclusione, mentre nel caso di Silente ritengo il personaggio esagerato, ma non di per sé mal creato, Voldemort lo considero un personaggio creato male e un antagonista poco affascinante e sensato. Ciò specialmente se messo a confronto con altri antagonisti minori presenti nella saga di Harry Potter, molto meglio costruiti e più inquietanti, di cui parlerò prossimamente.